Scrivo note sparse sul raduno di ieri dopo una doverosa notte di sonno. Sono crollata a letto all' alba delle dieci di sera -delizioso controsenso linguistico!- con sulla faccia un sorriso che mi faceva il giro del musetto.
Che dire se non è stata una splendida giornata?
Di quelle dove ridi tanto fino a sentir male ai muscoli facciali.
Di quelle dove persino gl' imprevisti li prendi con un sorriso e una battuta perché nulla ti può rovinare un momento tanto atteso.
L' idea di un Jacobin Meeting ha iniziato a prendere forma mesi fa. Ci voleva un' occasione per uno speciale ritrovo dal momento che, almeno allo stato attuale, quello fatto a Venezia lo scorso aprile non sarà fattibile quest' anno. Il prestesto è stata la vacanza milanese della nostra OdioLaRow, detta giacobinamente Odio, una delle più perfide persecutrici di ficcywriters del globo.
Da lì il passo è stato breve: lei e il suo regale consorte, che con me sono Master di un gdr on line hanno deciso di venire a trovarmi. Io ho sparso la voce.
Così ieri, dopo varie vicissitudini, come l' influenza maligna che ha decimato parte degli augusti membri che sarebbero dovuti intervenire per l' occasione, un gruppo di coraggiosi si è diretto a Verona.
Chi in treno, chi in auto.
Io ho deliziato alcuni amici mostrando loro la mia dipendenza da qualsiasi derivato dalla caffeina, mostrato orgogliosa le foto di Pixie mentre dorme o guarda stranito verso l' obiettivo, fatto ovulare una mia amica di misfatte con LA fan art.
Sì, quella su cui ho dannato per tre giorni.
Meri dettagli.
La compagine si è riunita nel modo più rocambolesco possibile; tra chiamate per sapere se il traffico aveva fagocitato i nostri eroi, inseguimenti sugli autobus e discese da questi ultimi tra grida di giubilo quando, lungo il corso principale, abbiamo riconosciuto gli altri ragazzi.
La sorpresa più bella è stato trovare piazza Bra invasa da gruppi di "Guggenmusic" riuniti a Verona per celebrare il Carnevale. Ovvero, bande in grado di suonare improvvisando qualsiasi brano. Dal jazz agli ultimi successi dei Green Day.
Il tutto, truccati e vestiti di tutto punto: barbari, Joker, guerrieri in kilt. Tutto e di più!
Tra coriandoli, streghe che ancora un po' ci slinguazzano allegramente, giungiamo a profanare il più sacro dei più sacri templi dell' Ammorre. La Casa di Giulietta.
Che poi non può essere sua dal momento che lei non è mai esistita ma non divaghiamo.
E parliamo invece degli oltraggiosi biglietti attaccati sulle chewin'gum di altri caduti...tra cui il celebre "Fastidios NON approva!".
Poi le foto perplesse davanti a certi ricordini ammorossiih.
Tornati sui nostri passi, abbiamo quindi deciso di sconfiggere zucchero immaginario con zucchero reale e dopo una cioccolata calda, saluti commossi e ultimi deliri, ci siamo avviati alle nostre magioni distrutti, infreddoliti ma felici.
In attesa di concretizzare il nostro prossimo, internazionale meeting!